La Chiesa di S. Maria dell'Ammiraglio o Martorana
Автор: Palermotravel
Загружено: 2024-11-28
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la Chiesa S, Maria dell’Ammiraglio detta La Martorana, fu fondata nel 1143 per volere di Giorgio d'Antiochia, grande ammiraglio siriaco di fede cattolica bizantina al servizio del re normanno Ruggero II dal 1108 al 1151. Costruita da artisti secondo lo stile siculo-normanno ,
si trovava nei pressi del vicino monastero benedettino, fondato dalla nobildonna Eloisa Martorana nel 1194, motivo per il quale diventò nota successivamente come "Santa Maria dell'Ammiraglio" o della "Martorana". Ma prima di continuare un’aneddoto o leggenda. La frutta martorana palermitana deve il suo nome a Eloisa Martorana, fondatrice del terzo monastero benedettino di Palermo con all’interno un bellissimo giardino,
invidiato da tutta la città e profumato grazie ai numerosi alberi di limoni, cedro e zagare.
E tale frutta sarebbe stata creata proprio qui, dalle monache della Martorana. Infatti per abbellire il monastero per la visita del papa dell'epoca, curioso di vedere il giardino tanto decantato, una monaca, per sopperire alla mancanza di vegetazione dovuta all’autunno, decise di appendere agli alberi tale frutta di martorana. Questa era a base di mandorle e miele che, manipolati insieme e lasciata asciugare all’aria, era in grado di dare vita ai limoni che il giardino momentaneamente non offriva. Il Papa dopo aver fatto i complimenti per i frutti, ne staccò uno dall’albero e si accorse, al primo morso, della dolcissima sorpresa. Il resto è storia. Comunque vero o legenda, è’ tradizione prepararla per il 2 novembre, un tempo veniva preparato un cesto con la frutta martorana e dei doni, era un modo per coinvolgere i bambini in questa giornata di commemorazione dei defunti facendogli credere che i cari defunti tornassero tra i vivi e questo regalo era il segno del loro passaggio e fino ad oggi il mese di novembre le pasticcerie palermitane e siciliane sono colorare da questi deliziosi dolci. La frutta martorana è possibile prepararla in due modi, con il metodo a caldo e a freddo, la scelta dipende dal gusto personale.
Ma torniamo alla chiesa. La Chiesa è sede della parrocchia di San Nicolò dei Greci, ed è ubicata nel centro storico di Palermo. Adiacente alla chiesa di San Cataldo, si affaccia sulla piazza Bellini ove fronteggia la chiesa di Santa Caterina d’Alessandria. La Chiesa appartiene all’eparchia di Piana degli Albanesi, circoscrizione della Chiesa italo-albanese, e officia la liturgia per gli italo-albanesi residenti in città secondo il rito bizantino. Edificio bizantino del Medioevo, è testimonianza della cultura religiosa e artistica orientale presente ancora oggi in Italia, ulteriormente apportata dagli esuli albanesi rifugiatisi in Sicilia sotto l’incalzare delle persecuzioni turche nei Balcani. Quest’ultimo influsso ha lasciato notevoli tracce nella pittura delle icone, nel rito religioso, nella lingua, e nei costumi tradizionali proprie di alcune colonie albanesi nella provincia di Palermo. La comunità è parte della Chiesa cattolica, ma segue il rito e le tradizioni spirituali che l’accomunano in gran parte alla Chiesa ortodossa. Si contraddistingue per la molteplicità di stili che s’incontrano, in quanto, con il susseguirsi dei secoli, fu arricchita da vari altri gusti artistici, architettonici e culturali.
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