La diagnosi precoce dell'endometriosi
Автор: Mangiagalli Journal Club
Загружено: 2024-05-26
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il livello di consapevolezza sull’endometriosi è certamente migliorato rispetto al passato sia nelle pazienti sia nei medici. Questo ha portato a una più attenta valutazione clinico-ecografica delle donne sintomatiche e a un più rapido riconoscimento della patologia riducendo il ben noto ritardo diagnostico.
Inoltre, le nuove raccomandazioni ESHRE 2022 finalmente sanciscono che l’esplorazione chirurgica non è indispensabile per la diagnosi di endometriosi. Tuttavia, se l’ecografia di primo livello evidenzia facilmente le cisti endometriosiche ovariche e l’ecografia di secondo livello le lesioni infiltranti e fibrotiche, altrimenti dette “profonde”, persistono difficoltà nella diagnosi di endometriosi iniziale, cioè in presenza di impianti peritoneali superficiali.
Dovendo intervenire tempestivamente per impedire la progressione di malattia e alleviare la sintomatologia algica delle giovani donne, è necessario intercettare proprio questi stadi iniziali prima che possano evolvere in forme più difficili da trattare o con potenziale danno riproduttivo futuro.
Tutto ciò impone oggi quel cambiamento radicale nell’approccio all’endometriosi che possa permettere la transizione dal trattamento alla prevenzione delle complicazioni della patologia.
Nel webinar MJC del giorno 11 maggio, intitolato appunto “La diagnosi precoce dell’endometriosi”, abbiamo affrontato diversi aspetti di questo attualissimo argomento.
La professoressa Caterina Exacoustos, dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, ci ha parlato delle manifestazioni dell'endometriosi nell'adolescente.
Il professor Pietro Santulli, dell’Università Descartes di Parigi, ha discusso i dati del dibattuto test diagnostico salivare e l’opportunità di una sua implementazione nella pratica clinica.
Il professor Stefano Guerriero, dell’Università degli Studi di Cagliari, ha trattato il recente “hot topic” della diagnosi ecografica dell'endometriosi peritoneale.
L’incontro è stato moderato dal professor Renato Seracchioli, dell’Università degli Studi di Bologna, che ci ha condotto con la consueta saggezza combinata all’insuperabile esperienza.
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