"Una povertà come non l'avevo mai vista"
Автор: CUB - Confederazione Unitaria di Base
Загружено: 2023-01-16
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Tg Cub del 16 Gennaio 2023
"Una povertà come non l'avevo mai vista"
A Pane Quotidiano, una Onlus che distribuisce cibo e bevande ai poveri di Milano, fa bella mostra di sé una scritta all'ingresso: "Nessuno qui ti chiederà chi sei, né perché hai bisogno, né quali sono le tue opinioni"
È la premessa di qualunque forma di povertà che si accompagna spesso con la solitudine e la vergogna della propria condizione. In fila se ne vedono tanti di poveri. Italiani e stranieri, pensionati e giovani disoccupati; mamme con i loro bambini piccoli che non possono mandare all'asilo. Si vedono soprattutto tanti anziani, vecchi, a volte malandati e dal passo incerto, tra i più timidi e refrattari a farsi riprendere. Sono spesso piegati dal dolore e dalla vergogna che li pervade, con un assegno mensile cosi precario da non avere di che mangiare.
I volontari della Onlus sono persone che appartengono a categorie collaterali. Pensionati che appena appena ce la fanno, o lavoratori precari, che qui trovano un'umanità che sentono perduta, e che ritrovano un senso alla loro vita cosi sofferente. È quello di cui parlano quando accendiamo la telecamera. Il senso di un rispetto ritrovato, una dignità che si rinnova nel sostenere il bisogno degli altri e la coscienza che la sofferenza è più diffusa di quanto s'immagini.
La realtà raccontata dai media che ci restituiscono famiglie che gozzovigliano in montagna o al mare, qui è surrogata dagli occhi di chi osserva - sorpresa ed amareggiata - la precarietà di gente che pur lavorando non ce la fa, o che un lavoro non riesce a trovarlo. Allora si mettono in fila, ed aspettano il loro turno per raccogliere un po' di frutta, una confezione di prosciutto, un po' d'insalata, il pane.
È la dimostrazione plastica dell'economia di guerra. Quando poi risuonano voci di donne ucraine capisci che il conflitto è alle porte. È vicino, limitrofe, ad un passo. La sopresa diventa rassegnazione. Eppure non manca mai il sorriso, soprattutto in chi ha meno.
Ad un certo punto un volontario m'indica una pianta che una delle persone in fila ha regalato alla comunità di Pane Quotidiano come piccolo segno di gratitudine.
È depositato proprio accanto ai pacchi che i volontari svuotano per dare il cibo ai bisognosi, appoggiato ad un bidone della spazzatura. È colorata, la pianta. Un simbolo di speranza
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