Italia. Liguria.Imperia. Arma di Taggia. 14.10.2023. kite surf.
Автор: channel one
Загружено: 2023-10-28
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Il kitesurfing (o kitesurf o kiteboarding o più comunemente "kite") è uno sport velico, nato nel 1999 come variante al surf e consiste nel farsi trainare da un aquilone ("kite" in inglese), che usa il vento come propulsore e che viene manovrato attraverso una barra, collegata al kite da sottili cavi (quattro o cinque) di dyneema o spectra detti "linee", lunghi tra i 22 e i 27 m. Il Kiter è l'atleta che pratica questo sport.
L'uso di aquiloni per trainare oggetti o persone è una pratica che risale al 1200, in Cina. In occidente, tra il 1820 e il 1830, George Pocock, un insegnante inglese con la passione per le invenzioni, usò un aquilone a 4 cavi di sua progettazione per farsi trainare a bordo di una carrozza nelle campagne di Bristol.
Nel 1901 Samuel Franklin Cowdery attraversò lo stretto della Manica a bordo di un oggetto a metà strada tra una mongolfiera e un aquilone. Solo nel 1978, Ian Day, a bordo del suo catamarano "Tornado" ha provato a farsi trainare da un aquilone, raggiungendo i 40 km/h.
Nel corso degli anni '80 l'aquilonismo da trazione cominciò ad essere applicato agli sci, allo skate, alle canoe, a qualsiasi cosa rotolasse o scivolasse su terra o in acqua. Nuovi sport, come il buggying e il kitesailing, videro la luce negli anni '90 grazie al contributo e alle ricerche di molti, tra cui il neozelandese Peter Lynn.[2][3] Nel 1982 il francese Rolad Le Bail, brevettò "BirdSail", che permetteva salti più alti e più lunghi. Nei primi anni '90 i fratelli Corey e Bill Roeseler di Seattle brevettarono il Kiteski, un grande aquilone acrobatico a delta a 2 cavi, fornito di barra con avvolgicavo a molla che ne permetteva il recupero e il rilancio dall'acqua.
Nel 1995 Jimmy Lewis, famoso produttore di tavole da surf hawaiiano, inizia a sperimentare le prime tavole bidirezionali da kitesurf, assieme ad uno dei pionieri del Kite, Lou Wainman, consacrandosi nel 1999 come il primo ad aver sviluppato in maniera concreta il primo bidirezionale funzionale.
Ma fu grazie ai fratelli francesi Bruno e Dominique Legaignoux, dopo una lunga ricerca cominciata nei primi anni '80 e culminata con il brevetto del WInd Powered Inflatable Kite Aircraft (WI.P.I.K.A.) che l'aquilonismo da trazione in acqua divenne sul finire degli anni '90 più sicuro, praticabile ed accessibile.
Il kitesurf sull'acqua comprende il freestyle e il big air utilizzando una tavola da kite simile a una tavola da wakeboard, il kite nelle onde utilizzando piccole tavole da surf con o senza footstraps o attacchi, il foiling e lo speed kiting.
Il kite terrestre necessita di una tavola da montagna corta e leggera, di passeggini a pedale, di pattini a rotelle o di tavole da sabbia per il sand kiteboarding, chiamato anche "sand kiting".[4] Si tratta di un ottimo cross-training per il kitesurf, in quanto molti dei meccanismi di controllo del kite si trasferiscono all'uso in acqua.
Il kitesurf si pratica con una tavola ai piedi con la quale si "plana" sull'acqua.
In condizioni di vento debole si usano aquiloni di dimensioni più grandi di quelli usati con vento forte. Con le condizioni ideali è possibile praticare lo sport in maniera sicura, planando semplicemente (freeriding) o compiendo svariate evoluzioni o tricks (freestyle). È possibile usare il kite sia sulle onde (wavestyle) che su acqua piatta (wakestyle) a seconda della caratteristiche dello spot, cioè in gergo il luogo ventoso usato.
In condizioni di vento estremo (anche oltre i 50 nodi) i rider riescono a spiccare salti compresi tra i 20 ed i 30 metri e durante queste "tempeste" vengono anche svolte competizioni di Big Air (le più estreme nel panorama del kiteboarding) dove un team di giudici assegna punteggi sulla base della altezza raggiunta abbinata alla difficoltà della manovra acrobatica espressa in ogni salto.
I diversi stili richiedono tavole diverse: per cavalcare grandi onde si usano tavole monodirezionali simili a surf, per compiere acrobazie aeree si usano invece tavole bidirezionali che si prestano ad essere usate con maggiore efficacia se l'acqua è per niente o poco mossa.
Le condizioni di vento ideali sono comprese tra i 12 e i 24 nodi (kts) per i principianti e tra gli 8 ed oltre i 40 kts per i più esperti.
A differenza, per esempio, del windsurf, il kitesurf si può praticare con venti ritenuti "deboli" permettendo trick, velocità ed accelerazioni.
Il kitesurf è da ottobre 2008, ufficializzato da ISAF, il mezzo mosso dal vento più veloce del pianeta, con oltre 55kts di velocità media su 500 m di percorso; il kitesurf è anche il mezzo più veloce in ogni andatura dal lasco alla bolina.
Rispetto al windsurf (disciplina quest'ultima tecnicamente più difficile e fisicamente più impegnativa) la caratteristica che ha agevolato l'espansione del kitesurf negli ultimi anni in maniera così massiccia è proprio la facilità e rapidità con cui si può imparare a planare e, in seguito, a compiere salti ed evoluzioni aeree. Tali caratteristiche hanno fortemente ampliato il numero......
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