Dignano d'Istria
Автор: Dario Gasparo
Загружено: 2012-12-03
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Le casite del Carso triestino sono una realtà poco conosciuta. Su queste piccole strutture di riparo costruite con pietre a secco, tre anni fa la XXX Ottobre, sezione triestina del CAI, ha realizzato un volume di 130 pagine nel quale sono censite quasi 200 casite, 27 delle quali rilevate fotograficamente e descritte in modo meticoloso e preciso.
Sabato 1 dicembre un gruppo variegato di ricercatori e dirigenti sono partiti da Trieste alla di Dignano d'Istria, cittadina che da alcuni anni sta valorizzando il proprio territorio (famoso tra l'altro per l'ottimo olio) mediante un'opera di sensibilizzazione, promozione e ristrutturazione delle casite. Igor Dolenc, vicepresidente della Provincia di Trieste, Giangiacomo Martines, direttore regionale per i Beni Culturali assieme ad Eliano Concina, Marino Vocci, ambasciatore dell'Istria, Giorgio Godina, presidente della sezione CAI XXX Ottobre, Elio Polli e Dario Gasparo, autori del volume e la fotografa Laura Tessaro hanno sfruttato la bella giornata per incontrarsi con il console onorario italiano in Istria Tiziano Sosic, che li ha accompagnati a visitare la splendida e grande casita del 1800 (foto) eretta sul suo terreno. In seguito vi è stato l'incontro con i rappresentanti politici e tecnici del della città di Vodnjan-Dignano, che hanno spiegato finalità, obiettivi e risultati del progetto Transfrontaliero IPA Adriatico che il Comune ha avviato dal 2007 in favore del loro prezioso patrimonio. Erano presenti il vicesindaco Sergio Delton, il presidente del Consiglio Cittadino di Dignano Corrado Graldo, l'Assessore della Città di Dignano Nensi Giachin Marsetic, i pesidenti della Comunità degli Italiani di Dignano Livio Belci e di Gallesano Pietro Demori.
A Trieste le casite non godono di alcuna forma di tutela, eppure sono strutture degne di attenzione e, come stanno dimostrando i vicini istriani, potenziale strumento di promozione turistica. La dichiarazione d'interesse culturale (nota come "vincolo") è la procedura amministrativa attraverso la quale il Ministero per i Beni e le Attività Culturali riconosce in un bene l'interesse culturale degno di tutela. Nei prossimi mesi sarà importante, con il contributo e la collaborazione di tutti i soggetti -- proprietari terrieri in primis -- individuare le forme per valorizzare questo patrimonio storico-architettonico, elementare ma importante perché intimamente legato alle tradizioni rurali locali.
Il fascino di queste strutture, che richiamano alla mente i trulli di Alberobello o i nuraghi sardi, ha risvegliato la vena artistica di Vojko Razem, che sul carso triestino ha già ristrutturato, con le sue sole forze, pregevolissimi manufatti che potranno essere visitati con facilità se, oltre al calendario che è stato recentemente realizzato, sarà possibile pubblicare un atlante con l'ubicazione e magari la storia delle più belle casite del nostro Carso.
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