ENERGIA RINNOVABILE ANCORA PIÙ SOSTENIBILE CON IL NUOVO CORSO DELL’IMPIANTO DI CAVANELLA
Автор: chioggiaazzurra
Загружено: 2026-01-17
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Visita all’impianto di Cavanella d’Adige per comprendere da vicino l’upgrade dell’impianto di biogas gestito da Gallmann Bio Energy, attivo dal 2011. Un impianto che non nasce oggi, ma che da oltre dieci anni produce energia attraverso la fermentazione anaerobica di biomasse agricole, e che ora si prepara a una trasformazione sostanziale: il passaggio da biogas a biometano.
A spiegare nel dettaglio il progetto è stato il dottor Francesco Gallmann, imprenditore e tecnico della società, che insieme ai collaboratori ha illustrato funzionamento, obiettivi e ricadute dell’intervento.
Dal 2011 al 2025 l’impianto ha prodotto biogas, successivamente trasformato in energia elettrica e termica tramite cogenerazione. Un processo che genera anche un terzo elemento fondamentale: il digestato, utilizzato in agricoltura come fertilizzante naturale, permettendo di ridurre l’uso di concimi chimici, le emissioni e i trasporti.
Il passaggio al biometano risponde a precise indicazioni europee e nazionali. L’Italia, ha ricordato Gallmann, dipende per circa il 94% dalle importazioni di gas, mentre solo il 6% è prodotto internamente. Le politiche energetiche più recenti puntano quindi a ridurre la produzione elettrica da fonti già coperte da fotovoltaico ed eolico, privilegiando invece gas rinnovabile, programmabile e compatibile con la rete nazionale.
Tecnicamente si tratta di un revamping dell’impianto: la parte agricola e la fermentazione anaerobica restano invariate, mentre cambia la fase finale. Il biogas, che contiene circa il 50% di metano, non viene più utilizzato per produrre elettricità, ma viene purificato attraverso un sistema di upgrading fino a diventare biometano conforme agli standard di qualità richiesti da Snam e Arera.
Un altro aspetto centrale riguarda le materie prime. Se in passato l’impianto utilizzava esclusivamente cereali coltivati direttamente in azienda – con una filiera cortissima e totalmente controllata – oggi le normative spingono a ridurre l’uso di colture “nobili” a favore di sottoprodotti agricoli (come tutoli e brattee del mais) e di una quota limitata di reflui zootecnici, compresa tra il 20 e il 30%. Una scelta coerente con gli obiettivi europei di sostenibilità e riduzione dell’impatto climatico, che impongono una diminuzione dell’80% delle emissioni di CO₂ sull’intero ciclo di produzione.
Sul tema della viabilità, Gallmann ha chiarito numeri e proporzioni: l’upgrade comporterà un aumento molto contenuto dei mezzi, pari a circa quattro botti di liquami alla settimana, che a regime diventeranno due ingressi settimanali. A questi si aggiungono consegne sporadiche di sottoprodotti agricoli, con una frequenza di una volta ogni 50-60 giorni. Numeri lontanissimi da quelli di un’attività agricola intensiva o di una realtà commerciale tradizionale.
L’intervento è stato autorizzato attraverso una Autorizzazione Unica Regionale, che ha coinvolto numerosi enti: Comune di Chioggia, Consorzio di Bonifica, Autorità di Bacino, ARPAV, Ministeri competenti e altri soggetti. Un iter lungo e complesso, concluso con il via libera e con precise prescrizioni tecniche, tutte rispettate.
Oggi l’impianto fornisce energia equivalente al fabbisogno di circa 5.000 famiglie. Con il passaggio al biometano e l’adeguamento alle nuove normative, questo numero è destinato a salire fino a 7-8.000 famiglie, mantenendo un approccio che Gallmann definisce di “sostenibilità reale e verificabile”.
A confermare il clima interno all’azienda è anche Simone, dipendente da alcuni mesi, che sottolinea la serietà del progetto e l’orgoglio di lavorare in una realtà impegnata nella transizione energetica.
Per gli approfondimenti tecnici e normativi, rimando ai link in descrizione.
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