Il Cimitero dei Partigiani di Pozza Umito Partisan memorial Acquasanta Terme, Marche Region, Italy
Автор: Luigi Manfredi
Загружено: 2023-02-18
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Il Cimitero dei Partigiani di Pozza-Umito - Partisan memorial (Acquasanta Terme, Marche Region, Italy)
L’11 marzo una colonna tedesca, malgrado la neve e cogliendo di sorpresa la banda del capitano Ettore Bianco, accerchiò Pito, Pozza e Umito (Giacomini,2008, p.111-112). Durante la notte i reparti tedeschi e fascisti "trovarono guide ben disposte ad indicare loro la via per salire la montagna" (Balena, p.262). Attaccarono Pozza di Acquasanta all’alba, casa per casa cercavano armi ed uomini. Incendiarono undici case di contadini accusati di aver dato ospitalità ai partigiani, razziarono cibo e denaro, ammazzarono chiunque tentasse la fuga. Otto uomini morirono davanti alle loro case, erano tutti disarmati e furono uccisi senza pietà. Intanto gli uomini trovati nascosti nelle case del paese vennero avviati verso un grosso magazzino poco distante dal paese dove li avrebbero fucilati e avrebbero poi bruciato i loro corpi. Tuttavia, inaspettatamente, i nazisti abbandonarono i loro prigionieri e si diressero verso Umito, dove i partigiani della banda Bianco stavano attaccando la formazione tedesca, la quale richiedeva rinforzi per fronteggiare l’attacco. Lo scontro fu violento, la morte del comandante tedesco indusse i tedeschi ad indietreggiare consentendo agli uomini di Bianco di sganciarsi risalendo la collina. I tedeschi persero una trentina di uomini e sfogarono la loro rabbia sulla popolazione civile, incendiando le case con bombe e bengala.
In paese erano rimasti bloccati alcuni partigiani, i nazisti li circondarono e diedero fuoco alla casa in cui si erano rifugiati. Bruciarono viva anche una bambina di undici mesi, la piccola Anna Sparapani. Ecco come ricorda quei tragici attimi la madre, Domenica Sparapani:"Giunta nella piazzetta ho affidato i miei bambini ad alcuni parenti e sono tornata a prendere la piccola Anna, ma la mia casa stava bruciando con la mia bambina dentro. Il primo istinto è stato buttarmi tra le fiamme e salvarla, era ormai impossibile, troppo tardi. Sono rimasta lì immobile, senza poter far nulla, forse non ricordo bene, ho gridato disperatamente. Altre case nel frattempo incendiavano, i miei paesani sembravano anch'essi impazziti perchè non avevano più la propria casa, le proprie cose, i viveri; ma io neppure la mia bambina" (Battistini,2003, p.70)
Nell’attacco a Pozza e Umito persero la vita 12 abitanti del posto e più di 30 partigiani, tra cui 15 jugoslavi. In verità sul numero esatto di partigiani morti non esiste tra gli storici una versione univoca.
Sui luoghi degli scontri sorge ora un cimitero partigiano in cui sono seppelliti tutti insieme partigiani e civili, italiani e slavi, inglesi, greci e americani. (...)
http://www.storiamarche900.it/main?p=...
Italy is a land of many sad memorials recording the courage and sacrifice of Italians and other nationalities who fought and died in the struggle against NaziFascism during the Second World War, writes Anne Copley.
The Trust’s attention has been brought to one such site in Pozza in southern Le Marche.
It refers to the awful events of 11 March 1944, in which a band of Germans and Italian Fascists encircled and attacked the snowbound mountain villages of Pozza and Umito where the partisan band of Enrico Bianco was stationed. The attack started at dawn, and 11 houses in Pozza were burnt, with their occupants shot dead.
More would have died if the Germans had not received requests for help from comrades who had reached Umito, where they had found Banda Bianco ready to meet them. There was a violent clash, and the Germans lost about 30 men including their commander Rudolf Stegmeier. After he was mortally wounded his soldiers retreated, allowing Bianco’s men to disengage and climb the hill. The Germans then vented their anger on the civilian population, setting fire to the houses in Umito with bombs and flares. An eleven-months-old baby, Anna Sparapani, was burnt alive when her mother was unable to get back into the house to save her.
The number of civilians and partisans killed is put at between 30 and 40. Many were escaped PoWs, including 15 Yugoslavs and two Cypriots. Three were English-speakers, namely Sgt. Joseph Groves, 2nd Rgt Royal Horse Artillery; Sgt Peter Evans, 1st Bn Royal East Kent and WO Sidney Barker, Royal Canadian Air Force. Although their bodies were eventually removed to the Commonwealth War Graves site in Ancona, each is now also commemorated in a small cemetery in Pozza, along with comrades-in-arms of various nationalities (...)
https://msmtrust.org.uk/news/renaming...
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