Francesca Brencio - La libertà umana tra neuroscienze e fenomenologia (28.10.2023)
Автор: DISF - Scienza e fede
Загружено: 2023-11-02
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A partire dalla seconda metà del XX secolo, alcuni autori hanno suggerito di vedere la libertà e la coscienza umane come oggetto adeguato della biologia, affidandone la comprensione all’analisi delle neuroscienze. Tale approccio ha fatto dubitare che davvero esista una trascendenza della cultura sulla natura, del mentale sul biologico, della coscienza di sé sulla neurofisiologia, della libertà sul determinismo dei processi neurali e biologici. Nello scenario contemporaneo, la questione si complica ulteriormente se si pensa che la soggettività è ridotta ad un epifenomeno dell’attività cerebrale, o di processi di simulazione (come insegna la Simulation Theory) in base ai quali la soggettività consiste in una serie di informazioni che possono essere “caricate” (uploaded) nella mente al pari di quanto accade con un processore. L’interrogativo che riassume in modo radicale queste istanze può essere formulato in questi termini: che ne rimane del soggetto e della sua trascendenza? Il soggetto umano che riflette su sé stesso cogliendosi libero e pertanto responsabile delle sue azioni, è tale perché di fronte a un Tu che lo costituisce e lo regge con una relazione creaturale, oppure è un semplice e provvisorio concetto unificante, un soggetto sistemico che emerge dalla storia come mero risultato dell’evoluzione biologica e della complessificazione neuronale? Non potendo le neuroscienze, dall’interno del loro metodo, formulare una risposta a questa domanda, ci si chiede se esse siano in grado di negare l’esistenza di un io libero e cosciente o se, invece, lo presuppongano.
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