Le Torce 2025 Sonnino (LT)
Автор: Mario Pieri
Загружено: 2025-06-03
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LE TORCE 2025
"Una notte nella Storia"
COSA SONO LE TORCE?
Ogni anno nel primo pomeriggio della vigilia della festa dell'Ascensione, i sonninesi lasciano il paese e si dirigono verso i confini del proprio territorio affrontando un lungo percorso che si conclude alle prime luci dell'alba del giorno seguente, dopo aver segnato di notte, al lume di torcia, l'intero perimetro comunale.
I torciaroli sono guidati da quattro «caporali», che prima di partire ricevono dal parroco, nel Santuario della Madonna delle Grazie in Sant'Angelo, quattro grossi ceri benedetti.
I caporali sono responsabili dell'ordinato svolgimento della processione: guidano e controllano i comportamenti dei pellegrini, portano le torce benedette, fermano più volte il corteo per ricordare le morti violente avvenute in territorio sonninese. Ad ogni stazione ci si inginocchia e si riprende il cammino solo dopo aver recitato un Pater, Ave, Gloria e dopo il grido di Evviva Maria e gli spari dei fucilieri si riparte. L'incarico dei caporali dura fino a quando si è in grado di partecipare alle Torce. E' il caporale stesso a scegliere il suo successore tra quelli che negli anni hanno dimostrato maggiore attaccamento al rito.
Terminata la cerimonia religiosa tutti si radunano nella piazza antistante la Porta San Pietro per prendere il via alla processione delle Torce.
Molti uomini e recentemente anche donne sono armati di fucili e sparano a salve. Tutti i partecipanti intonano le litanie lauretane.
Il Sacerdote e le Autorità accompagnano i torciaroli fino alla periferia del paese dove ricevono la benedizione e il saluto augurale.
La processione procede compatta fino alla contrada della Cona dove i pellegrini si dividono in due gruppi. I caporali posti a guida di ciascun gruppo ordinano la processione ed effettuano la conta dei partecipanti. Una volta «le femmene annante e gl'ommene areto» (le donne avanti e gli uomini indietro) era una rigida prescrizione. Oggi si dà indicazione ai pellegrini per un dignitoso e composto comportamento.
I torciaroli che percorrono «la via di sotto» seguono i confini con Monte San Biagio fino a Monte Romano, dove una piccola comunità di pastori imbandisce una ricchissima tavola con vino, acqua, caciotte, dolci all'uovo. Ad osservare la discesa verso il Frasso ci sono gli abitanti della pianura al confine con Terracina.
l ricongiungimento dei due gruppi sancisce la chiusura del cerchio. La scelta di seguire un percorso determina un'appartenenza al gruppo, un'affezione verso il viaggio con una determinata compagnia che si ripete di anno in anno. In contrada La Sassa tra abbracci e saluti i torciaroli si compattano e si dirigono verso l'abitato di Sonnino.
La processione rientra a Sonnino nelle prime luci dell'alba in modo fragoroso, scandita da una più partecipata recitazione delle litanie lauretane, che enfatizzano la già esasperata concitazione dei torciaroli, esausti e inebriati dalla stanchezza, dai canti e dall'odore della polvere da sparo. Nel centro abitato chi dorme è svegliato dall'irruzione attraverso la Porta di Tocco, poiché gli spari dei fucilieri rimbombano tra gli angusti vicoli. Dopo aver percorso il centro storico si raggiunge la chiesa di Sant'Angelo per la funzione religiosa di conclusione.
(Tratto da Sonnino.info)
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