Le campane di Teglio (SO) - Collegiata di S. Eufemia - Plenum (4)
Автор: Campanaro41
Загружено: 2019-09-10
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Le campane di Teglio (SO)
Chiesa Collegiata Arcipretale Plebana di Sant'Eufemia
Concerto di 5 campane in Reb3 + richiamo fuse da : Reb3 e Mib3 da Antonio e Niccolò Comolli di Como nel : Reb3 nel 1678 e Mib3 nel 1679, Fa3 e Lab3 da Giorgio Pruneri nel 1829 : Fa3 nel 1829 e Lab3 nel 1894 e Solb3 da Roberto Mazzola nel 1992
Plenum per l'Angelus Festivo (ore 12.00)
http://campanevaltellina.it/censiment...
LA COLLEGIATA
[...] Antichissima è la fondazione di questa chiesa dedicata a Santa Eufemia, martire nel 303 a Calcedonia, assurta a simbolo dell’ortodossia nelle diatribe sulla natura di Cristo nel V secolo
e a bandiera della “fede dei padri” nel VII secolo, al tempo dello “Scisma dei Tre Capitoli”. I recenti ritrovamenti dello scavo archeologico condotto all’interno hanno portato alla luce le
fondamenta di tre distinti edifici absidati identicamente orientati verso l’est equinoziale: il primo databile tra il V e il VI secolo al tempo della cristianizzazione promossa dal vescovo Abbondio, interessante anche per la presenzadel synthronos d’origine bizantina, il secondo di più difficile datazione tra il VII e il IX secolo e il terzo con probabilità risalente all’XI secolo, attestante una costruzione triabsidata, il cui perimetro corrisponde in buona parte a quello della chiesa attuale. Probabilmente a quest’ultima si riferisce il documento d’archivio della consacrazione della chiesa del 4 novembre 1117 da parte del vescovo Guido Grimoldi.
Ancora oggi, all’interno si ha la netta percezione dell’antichità dell’edificio, nonostante i diversi interventi posteriori. L’impianto basilicale a tre navate, diviso da pilastri in blocchi di pietra, vi conferisce infatti l’austero aspetto medievale con gli altari a capo di ciascuna navataformanti la nota déesis bizantina: al centro il Cristo nell’altare maggiore e in quelli laterali Maria e il Battista. Né manca una manifesta asimmetria nella disposizione dei pilastri e nello stesso asse centrale rispetto al presbiterio, dovuta non già a imperizia delle maestranze, ma a precisa scelta per ricordare in pianta il corpo di Cristo disteso sulla croce, come suggerito già in epoca antica dai padri della Chiesa. Anche le aperture disposte lungo la navata centrale concorrono a creare quelle ricercate suggestioni tipicamente medievali con la cattura dei raggi solari in determinate ricorrenze, fenomeno tuttora allo studio, non privo si sorprese. Da tutto questo si deduce che la data di costruzione dell’attuale chiesa non può andare oltre il XIII secolo o ai primi decenni del XIV secolo. Degni di nota sono gli affreschi tardo-medievali sul muro perimetrale della navata di destra con immagini di Santi e della Madonna con il Bambino e le tele secentesche del pittore cremasco Gian Giacomo Barbello: la Predica del Battista
nell’altare dedicato al Santo, il Martirio di San Sebastiano, nella cappella di sinistra, e il Battesimo di Gesù sulla controfacciata. Non disturba l’architettura l’intervento del 1655, finanziato da Ascanio Guicciardi, in sobrie decorazioni a stucco lungo la navata centrale, le cui volte a ogiva, sostituite alla originale copertura a capriate, nel dare slancio e solennità allo spazio, guidano al presbiterio e al coro, dove a trionfare è lo spirito barocco negli ornamenti in stucco, negli stalli intarsiati, nelle grandi tele secentesche del pittore ticinese G. Battista Soldati, raffiguranti il Battesimo di Santa Eufemia, il Processo, tre Scene del martirio e la Proclamazione del dogma sulla duplice natura di Cristo a Calcedonia e, naturalmente, nell’altare. In modo scenografico esso si impone nei marmi policromi disegnati da Gabriele Longhi per la bottega di Francesco Buzzi di Viggiù, opera di gusto rococò, che nel 1780 sostituì il ciborio ligneo di Giuseppe Bulgarini del 1623-1626. Caratteri manieristici rivela l’altare rivolto ai fedeli con l’ambone, ricavato dal pulpito ricco di intagli. Tra le opere lignee si segnalano il ciborio del fonte battesimale, l’ancona dell’altare del Sacro Cuore, già dedicato all’Immacolata, e la cassa ottocentesca dell’organo di Egidio Sgritta, allievo dei celebri Serassi.
Fonte: http://www.distrettoculturalevaltelli...
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A presto da Campanaro41 :-)
Domenica 24 marzo, ore 12.00
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