Le PELLICOLE in uso negli anni: 8 mm, Super 8, 16 mm, 35 mm, la mia esperienza...
Автор: TuttoAloeVera
Загружено: 2024-10-09
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Semplice dimostrazione per chi è giovane e forse non lo ha mai conosciuto le pellicole 8 mm o super 8.
Le immagini catturate dalla pellicola, chiamate fotogrammi, vengono proiettate in successione per dare il senso del movimento. Ai lati dei fotogrammi ci sono dei solchi, chiamati perforazioni: questi permettono alla pellicola di scorrere attraverso il proiettore. La velocità di scorrimento della pellicola determina il framerate del filmato, ovvero quanti fotogrammi per secondo vengono proiettati. Tipicamente i film hanno un framerate di 24 fotogrammi per secondo; solitamente i primi film venivano proiettati a 16 o 18 fotogrammi per secondo.
Con il fenomeno della persistenza delle immagini sulla retina consente all'occhio di non cogliere l'alternanza di buio e di luce sull'otturatore costruito in modo da consentire almeno due otturazioni per ogni fotogramma proiettato: ne consegue che ogni due interruzioni del fascio di luce, una serve ad occultare il cambio di fotogramma, ed una ha una mera funzione compensativa onde incrementare la frequenza dei lampi sullo schermo. In questo modo durante una normale proiezione si determinano quarantotto lampi al secondo sullo schermo, valore, questo, abbastanza vicino a quei cinquanta cicli necessari.
Nei film, quelli veri, per girare dieci minuti di film con una pellicola occorre un nastro della lunghezza di 300 metri circa. Quando è arrotolata su se stessa, la pellicola ha all’incirca lo stesso diametro di una pizza, e pesa una decina di chili. Per questo motivo, una porzione di pellicola arrotolata prende il nome di bobina o per l’appunto, “pizza".
Da notare che l'8 mm. anni 60, per noi amatoriali, veniva tratto da una pellicola di 16 mm ripresa per 2 volte girando la pellicola (come si registra nelle casette audio in 2 parti, lato A lato B) e poi in fase di sviluppo veniva tagliata a metà e diventava 8 mm. dalla doppia lunghezza.
Ai giorni d'oggi la base della pellicola è fatta di poliestere, un materiale sintetico. Ma dagli anni ‘50 agli anni ‘90, (come quella che usavammo noi da ragazzi) si utilizzava pellicola fatta di acetato di cellulosa, una fibra artificiale di origine vegetale. Ancor prima, la base era fatta da un’altra fibra artificiale: il nitrato di cellulosa, soppiantato perché era molto pericoloso e altamente infiammabile come si vede nel film Nuovo Cinema Paradiso che ho inserito nel video al minuto 6:20 .
Quando da bambino ho "lavorato " nella sala di proiezione del cinema dell'oratorio "San Michele " a Monfalcone, (qui c'è una clip https://youtube.com/clip/UgkxMAJ9PwVV... e lo si vede anche al minuto 6:03), la luce del proiettore era formata da un arco dovuto al passaggio di corrente nello spazio gassoso che separa due conduttori. Le prime lanterne ad arco contenevano due elettrodi (costituiti da lunghi cilindretti di carbone di storta ricoperti di rame) i quali, una volta avvicinati, dopo essere stati messi in tensione e a contatto, il successivo allontanamento dei due elettrodi determinava il formarsi dell'arco. Un apposito motorino elettrico li faceva avanzare, mantenendoli nella posizione di fuoco ottico, compensando il loro consumo approssimativamente 20 cm all'ora.
Io, invece, mi ricordo che dovevo avvicinare gli elettrodi a mano attraverso una manovella affinché la luce rimanesse forte, perché probabilmente non era motorizzato l'avvicinamento. Se non mi accorgevo della diminuzione della luce causa il consumo dei carboni, venivo avvertito dai fischi dei spettatori che gridavano "LUCE"...
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