ALTA VAL DI NON, ATTRAVERSO LA FRONTIERA NASCOSTA
Автор: Girovagando in Trentino
Загружено: 2015-02-21
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Tra Tret e S. Felix vi raccontiamo la sottile linea di confine tra Alto Adige e Trentino. Scendiamo poi a valle per scoprire i prodotti legati alle mele, partendo da una curiosa bevanda: il sidro.
La frontiera nascosta è ormai un classico così come il suo oggetto di studio: l’alta valle di Non o Nonsberg come la chiamano i suedtirolesi.
Attraverso la linea che separa orizzontalmente la valle, fra Tret e San Felix, rispettivamente ultimo paese trentino e primo borgo altoatesino, passa un confine etnico linguistico e politico che diventa una frontiera culturale fra il mondo latino e quello germanico.
È questa la forza e la delicata sfida che propone questo pezzo di Trentino Alto Adige. Una sfida perché ogni confronto con il “diverso” è in sé un misurarsi con se stessi e con “l’altro da noi”.
John Cole e Eric Wolf studiarono sul campo queste popolazioni agli inizi degli anni sessanta del secolo scorso evidenziandone differenze e similitudini fino a considerare l’ipotesi dell’esistenza di una frontiera culturale che divideva e divide due mondi. Due universi simbolici affini quanto distanti, ad iniziare dal mito del maso chiuso che guarda a nord e della “città che rende liberi” che guarda a sud.
Ancora oggi questo paesaggio culturale è ben visibile con due comunità che dialogano a distanza e magari si incontrano per motivi economici, alle volte sociali, poche volte sentimentali.
Con Flavia Bertoldi, accompagnatrice di territorio ed ottima conoscitrice di questi luoghi, visitiamo la valle apprezzandone la cura del paesaggio resa particolarmente efficiente da una manutenzione continua e puntigliosa. Qui sotto vi raccontiamo l’escursione al Lago di Tret.
Passiamo poi a visitare un’azienda che è diventata un buon esempio di innovazione di filiera. A Tres l’azienda Melchiori da molti anni produce un ottimo aceto e un sidro di mele. A questo prodotti si sono aggiunti negli anni altri trasformati quali i succhi e, buon ultima, anche una birra a base di mele.
E le mele sono anche le protagoniste dell’ultima tappa, quella presso il magazzino di Melinda di Segno. Con nostra somma soddisfazione constatiamo fra l’altro che la qualità delle mele, nonostante le persistenti piogge estive, è ottima, sia per colore che per croccantezza.
La Valle di Non, grazie alla Strada della Mela, ha saputo in questi anni coniugare le consistenti risorse agricole (la valle produce un terzo del Pil agricolo trentino) con le bellezze ambientali che ritroviamo nel versante del Brenta-Lago di Tovel, delle Maddalene e alta Valle, così come sul versante della Predaia-passo della Mendola.
Il tutto si presenta al turista attraverso un’offerta diffusa sul territorio grazie ad una rete di nuovi agriturismi e B&B oltre ad alcuni percorsi ciclabili e alle bellezze dei canyon.
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