Scampanottata a Dierico di Paularo (UD) Dièri - Pieve di Santa Maria Maggiore
Автор: Campane delle Alpi
Загружено: 2025-11-23
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⚜️SPECIALE SOLENNITÀ DI CRISTO RE⚜️
🟥IL VIDEO È COMPOSTO DALLE SOLE IMMAGINI FISSE CON GLI SPEZZONI DELLE SUONATE🟥
SUONATE PER LA FESTA DI SAN ROCCO:
Sabato 16 agosto 2025 San Rocco:
(Suonate presenti nel video):
• ore 14.00 Melodie a campane ferme per la Santa Messa Solenne delle 14.30, a seguire Solenne Processione;
• 14.07 Scampanottata per la Santa Messa Solenne delle 14.30, a seguire Solenne Processione;
• 14.15 Distesa della Campana Grande per la Santa Messa Solenne delle 14.30, a seguire Solenne Processione.
Pieve Parrocchiale di Santa Maria Maggiore in Dierico di Paularo;
Parrocchia di Dierico;
Arcidiocesi di Udine;
Forania della Montagna • Collaborazione Pastorale della Pieve Prepositurale, ex sede Cattedrale, Matrice di San Pietro in Carnia di Zuglio;
Dierico;
Comune di Paularo;
Ente di decentramento regionale di Udine;
Friuli - Venezia Giulia (Carnia).
⚜️Le Tre Campane:
Concerto di tre campane in Mib3 Maggiore, a slancio friulano, fuse da Daciano Colbachini di Padova (PD), più un campanello fuso da Francesco Broili di Udine (UD) in Do4 a slancio.
⚜️La Pieve:
Una pergamena del patriarca Ludovico della Torre, datata 1300, rivela che già a quel tempo esisteva la chiesa di S. Maria a Dierico. Infatti nel 1300, un abitante di Dierico, in rappresentanza dei fedeli delle dodici borgate del Canale, ottenne dal patriarca che il pievano di Illegio nominasse un sacerdote per l’amministrazione dei Sacramenti nella Valle d’Incarojo. Tuttavia si dovrà arrivare al 1533 prima che un sacerdote stabilisse fissa dimora nel Canale.
La chiesa di Dierico, dall’inizio della sua storia e fino al 1772, dipese dalla Pieve di Illegio. Nel 1680, a seguito di un incendio l’archivio della Pieve andò distrutto ee andarono così perduti i documenti più antichi relativi alle varie chiese sottoposte, compresa quella di Dierico.
L’antica chiesa, di cui rimane solo la parte absidale, era in stile gotico. Subì un ampliamento all’inizio del XVI secolo per il quale venne nuovamente consacrata nel 1507. Nel 1577 venne costruito il campanile. Rimane una descrizione dello stato della chiesa nel 1602, in occasione di una visita pastorale del Canonico Agostino Bruno da Tolmezzo.
Nel 1870 il corpo centrale della chiesa, escluso il coro, era cadente e venne demolito. Nel 1883-1884 la chiesa subì una completa ristrutturazione e venne aggiunto l’attuale corpo architettonico a croce greca. Il coro dell’antica chiesa venne salvato e inglobato nella nuova costruzione. A seguito del sisma del 1976, tra il 1980 e il 1983 la chiesa venne restaurata ed in tale occasione venne tolto l’intonaco che copriva gli affreschi.
Oggi l’edificio si presenta a pianta centrale a croce greca, posto su un terrazzo elevato rispetto alla strada principale. Il complesso è caratterizzato dal tamburo centrale ottagonale con quattro oculi, culminante nel tetto a falde. Dal vano centrale, caratterizzato dalle possenti arcate ogivali, si dipartono due bracci laterali con altrettanti altari, e si eleva la lanterna centrale che dà luce all’interno. Nell’angolo fra il presbiterio e il braccio di sinistra si eleva la torre campanaria.
Sul fondo, sopraelevato di due gradini, si trova il profondo presbiterio cui si accede tramite un arco ogivale, che si conclude con un abside a tre lati, voltato a vela con costolonature, chiavi di volta e mensole lapidee, corrispondente al coro dell’antica chiesa.
Nel secolo XVI la chiesa di Dierico si arricchì del suo splendido altare in legno dorato oggi collocato nel coro, opera di Antonio Tironi da Bergamo. Si tratta di uno dei tanti artisti lombardi, stabilitisi in Friuli nel XVI secolo. Della sua vita si sa poco. Nel 1500 lavorava di intaglio a bottega a Udine, città nella quale morì nel 1528. Ebbe il suo primo incarico in autonomia nel 1506 e si hanno notizie di almeno sedici ancone da lui eseguite e d’altre cinque a lui ordinate.
La grande ancona di Dierico, commissionata all’artista nell’agosto del 1522, è giunta fino ad oggi pressoché intatta e ben conservata. Il grande altare consta di una struttura a tre piani sovrapposti, con nicchie separate con archi e lesene, entro le quali si allineano complessivamente quindici statue. Tutta la struttura è chiusa da un’intelaiatura solida, massiccia, con pilastri decorati con un fine intaglio di foglie e fiori secondo il gusto lombardesco.
Partendo dall’alto, al centro, è collocata la figura del Redentore, ai lati, le Vergini Martiri a mezzobusto in spazi definiti da colonne, a sinistra Santa Lucia e Santa Caterina, a destra Santa Barbara e Santa Apollonia.
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⚜️CAPITOLI DEL VIDEO:
[00:00] Intro e Melodie a Campane Ferme
[03:12] Scampanottata
[04:00] Campana Grande
Buona Solennità di Cristo Re!
Buona Visione!
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