"LA TRAGEDIA DEL TRENO DEI TIFOSI" PIACENZA-SALERNO !
Автор: Torre FS
Загружено: 2017-02-22
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Era il 24 maggio del 1999 quando il treno speciale che da Piacenza stava riportando a casa i tifosi della Salernitana, dopo quella sfortunata trasferta che decretò la retrocessione in serie B dei granata, sbucò dalla galleria Santa Lucia in fiamme. In quel rogo persero la vita quatto ragazzi: Vincenzo Lioni e Ciro Alfieri, all'epoca quindicenni, Simone Vitale che di anni ne aveva 21 e Ciro Diodato di 23 anni. Furono imputati per non aver commesso il fatto per Bianca Sammarco, all'epoca il funzionario di turno delle Ferrovie dello Stato accusata di disastro colposo, e per Tommaso Campanella, l' ispettore della Polfer che alla stazione di Nocera Inferiore aveva autorizzato il treno a proseguire per Salerno nonostante fossero già scoppiati i tafferugli tra tifosi. Dimezzate le richieste dell' accusa. Sia per Grillo che Iannone, erano stati chiesti infatti 16 anni di carcere. La Corte d' Assise ha anche disposto un risarcimento per i familiari delle vittime pari a cento milioni, in pratica 25 milioni per ogni famiglia. Dopo la lettura della sentenza, all' uscita dall' aula del processo, la rabbia della madre di una delle vittime: uno scatto d'ira e insulti ai due imputati che lasciavano il tribunale. Il treno dei tifosi sbuca dall'ultima galleria della tratta Napoli-Salerno, e si ferma sul 3° binario della stazione di Salerno con tre vagoni in fiamme. Dentro, nella carrozza numero 5, ci sono i corpi carbonizzati di Simone Vitale, Giuseppe Diodato, poco più che ventenni, e dei due cuginetti Ciro Alfieri ed Enzo Lioi, appena quindicenni. Nelle altre carrozze fumo, feriti, altri mille tifosi, decine di possibili colpevoli, perché il treno è stato incendiato dagli stessi occupanti, di ritorno dalla trasferta di Piacenza dove la Salernitana aveva pareggiato ed era retrocessa in serie B. Gli unici due funzionari di polizia chiamati a rispondere in aula dei reati di omissione d'atti d'ufficio e disastro ferroviario erano Bianca Sammarco, e Alfonso Campanella. Già prosciolti invece dal giudice dell'udienza preliminare, il questore di Piacenza, Adamo Gulì, ed il suo vice, Paolo Pili. Erano ventisei le parti civili che costituite che hanno preso parte al giudizio: i familiari delle quattro vittime, gli altri tifosi rimasti feriti nel rogo del treno straordinario 1681 Piacenza-Salerno la mattina del 24 maggio 1999, le Ferrovie dello Stato, il rappresentante del Comune di Piacenza dove gli ultrà furono protagonisti di una serie di atti vandalici, e il rappresentante dell'associazione trasporti della città emiliana per i danni subiti dai mezzi pubblici.
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