Sulla lingua di Dante e Petrarca - II parte - Latino vs volgare
Автор: Storia e letteratura con Gabriele Marsiglia
Загружено: 2023-02-28
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#latino #linguaitaliana
Care amiche, cari amici,
in questo video completiamo il nostro discorso sugli aspetti linguistici in Dante e in Petrarca. Dopo aver parlato del plurilinguismo e del pluristilismo di Dante in contrapposizione alla lingua elegante ma statica di Petrarca, prendiamo in analisi il modo in cui questi due grandi poeti consideravano la lingua latina in relazione al volgare. Nei primissimi anni del Trecento Dante scrive un trattato intitolato De vulgari eloquentia (Sull'eloquenza del volgare) in cui si fa fautore della dignità del volgare, in un periodo in cui era il latino la lingua dotta per eccellenza. In questa prospettiva Dante, poeta medievale, anticipa di più di un secolo quel fenomeno di piena affermazione del volgare che avverrà nel corso del Cinquecento.
Diversa, anzi opposta, è la posizione di Petrarca. Secondo quest'ultimo, infatti, continua ad essere il latino la lingua della cultura. Poeta dottissimo, grande cultore degli antichi, Petrarca affida al latino la propria fama futura. A conferma di ciò si pensi che quasi tutto il suo corpus di opere viene scritto proprio in latino, ad eccezione di due sole opere: il Canzoniere e i Trionfi. Curioso notare che, malgrado le aspettative del poeta, le cose sono andate in modo del tutto diverso, dato che la fama di Petrarca non deriva tanto dalle opere latine, quanto da quell'opera in volgare che è il Canzoniere.
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