Il Teatro di Marcello
Автор: Radio 21 Aprile Web
Загружено: 2020-11-06
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Quel che vediamo oggi nell’area del Teatro di Marcello è il risultato delle modificazioni volute da Mussolini nell’ambito di un più ampio piano di riqualificazione urbanistica della città, negli anni dal 26 al 30 del 1900.
Il teatro fu inaugurato per volontà di Ottaviano Augusto nel 13 a.C., anche se la sua costruzione era cominciata molto prima, ed era probabilmente pronto per essere posto in attività già nel 17 a.C.
Era stato Giulio Cesare, d’altronde, che aveva voluto questo teatro, si dice per competere con quello di Pompeo, il primo teatro in muratura dell’antica Roma.
Infatti, fino a quel momento, le strutture per i ludi scenici erano rigorosamente precarie, nel senso che si doveva poterle rimuovere a spettacolo finito.
Pompeo trovò una soluzione geniale: costruì un tempio a Venere ed usò la scalinata del tempio come koilon per il suo teatro.
La costruzione del Teatro di Marcello comportò, con ogni probabilità, la necessità di modificare la via trionfale, ossia il percorso che veniva seguito dai generali in trionfo dopo una vittoria particolarmente importante.
Il teatro di Marcello aveva forma semicircolare, era alto 32 metri per un diametro di 130 ed era in grado di contenere 15.000 spettatori. L’esterno era costituito da un triplice ordine: i primi due inferiori composti da arcate su pilastri con semicolonne doriche e ioniche, mentre quello superiore era a parete piena decorato con pilastri corinzi.
Nel teatro di Marcello, le chiavi d’arco dei due piani inferiori erano decorati da maestose maschere di marmo che simboleggiavano la tragedia, la commedia e il dramma satiresco.
L’interno del teatro di Marcello seguiva la traccia dei teatri greci.
La càvea (in greco, koilon), ossia la zona a gradini dove prendevano posto gli spettatori, si trovava nella parte semicircolare.
In epoca augustana i teatri funzionanti erano 3: quello di Pompeo, quello di Marcello, ed il teatro di Balbo, inaugurato anch’esso nel 13 a.C. Il Teatro di Marcello rimase in funzione fino a circa il 420 d.C.
In seguito, il suo utilizzo come sede di intrattenimento venne abbandonato, e molti dei suoi ornamenti vennero asportati per essere utilizzati altrove, per lo più da privati.
Nel medioevo, il Teatro, trasformatosi in fortino, anche per la sua posizione strategica per la vicinanza del fiume e l’attraversamento tramite i ponti dell’Isola Tiberina, passò di mano in mano alle famiglie notabili del tempo.
In quell’epoca, i portici vennero usati come sedi di botteghe, e questo ne era rimase l’utilizzo fino a quando, tra il 20 e il 30 del 900, l’edificio fu acquistato dal Comune di Roma e si diede inizio alla riqualificazione voluta da Mussolini.
Oggi, il Teatro di Marcello affidato alla sovrintendenza dei Beni Culturali di Roma, apre le sue porte solo sporadicamente, per accogliere concerti ed altri eventi culturali
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