L'inizio della follia dei khmer rossi in Cambogia . Tiziano Terzani
Автор: Fondazione Giorgio Perlasca
Загружено: 2012-06-30
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Il Genocidio avviene tra il 1975 e il 1978. La Cambogia è un Paese del Sud-Est Asiatico confinante con il Vietnam. Colonizzato dai Francesi, nel 1953 diventa uno Stato indipendente sotto la guida del principe Norodom Sihanouk, rovesciato nel 1970 da un colpo di Stato del generale Lol Non, appoggiato dagli Stati Uniti. Dopo una dura campagna contro i comunisti e i vietnamiti presenti nel Paese, nel 1975 il potere passa ai Kmer Rossi, un piccolo gruppo di estrazione leninista popolare soprattutto nelle zone rurali del nord, che proclama la Repubblica della Kampucea Democratica.
Fino a quel momento la popolazione era composta per l'80% dall'etnia Kmer. Le principali minoranze erano: i monaci buddisti (60.000 circa), i musulmani Cham (100.000 circa), i cattolici, i vietnamiti e i cinesi che controllavano quasi totalmente il commercio. Il bilancio complessivo delle persecuzioni rimane incerto per la carenza di documentazione. Il numero delle vittime è stato stimato tra 1.500.000 e 1.800.000. Considerando che la Cambogia all'epoca contava circa 7.500.000 abitanti, il tasso di mortalità media rilevato tra il 1975 ed il 1978 oscilla tra il 20% e il 29% della popolazione. I Kmer Rossi, spinti dalla necessità di trovare sempre nuovi "nemici oggettivi", sterminarono la popolazione seguendo il criterio della dicotomia città/campagna e, in subordine, quello temporale, che distingueva tra "nuovi"e "vecchi cittadini". Sommati tra loro, i due criteri produssero un tasso di mortalità pari a circa il 40%, tra gli abitanti delle zone urbane, mentre in quelle rurali la media si attestò attorno al 10%.
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