Don Luigi Maria Epicoco || Il vuoto come struttura dell’umano:creaturalità e desiderio d’infinito
Автор: Ubi fides, ibi libertas
Загружено: 2026-01-25
Просмотров: 329
Nel dialogo proposto tra Marguerite Yourcenar (attraverso Adriano) e Sant’Agostino, Luigi Maria Epicoco mette a fuoco una stessa esperienza antropologica: il vuoto / la mancanza come struttura costitutiva del cuore umano. L’interiorità è “senza tempo”: cambiano epoche e culture, ma resta l’inquietudine della creatura che desidera l’infinito e sperimenta il limite.
Agostino legge questo vuoto come luogo di conversione: l’uomo tenta di colmarlo con piacere, concupiscenza, fughe; ma in realtà molte scelte “disordinate” nascono da disperazione e angoscia più che da pura malizia. La svolta avviene quando Dio non è più un’idea (un “fantasma psicologico”), ma una grazia reale che libera dall’idolatria: non “riempie” il vuoto, bensì rende possibile abitarlo nella verità, perché l’uomo scopre di essere amato.
Adriano, invece, rappresenta la condizione dell’“uomo solo” in un tempo di transizione (“quando gli dei non c’erano più e Cristo non ancora”): la curiosità, il potere, la fama e il controllo diventano tentativi grandiosi ma insufficienti di governare l’abisso dell’insensatezza. Alla fine, dinanzi alla morte, emerge la lucidità: entrare “a occhi aperti” nel limite, riconoscendo che l’amore umano consola, ma non salva definitivamente. Epicoco conclude: il vuoto può restare disperazione o diventare possibilità; ciò accade quando l’uomo smette di combattere la sua mancanza e la assume come soglia di verità, in Adriano con tragica serietà, in Agostino con speranza teologale. #donluigimariaepicoco
Доступные форматы для скачивания:
Скачать видео mp4
-
Информация по загрузке: