UN’AZIENDA SU DUE NON TROVA PERSONALE IL PARADOSSO DEL LAVORO NEL VENEZIANO
Автор: chioggiaazzurra
Загружено: 2026-01-21
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UN’AZIENDA SU DUE NON TROVA PERSONALE IL PARADOSSO DEL LAVORO NEL VENEZIANO
I numeri parlano chiaro: tra dicembre 2025 e febbraio 2026 sono previste oltre 22 mila assunzioni, ma una su due rischia di restare sulla carta perché le imprese non trovano i profili di cui hanno bisogno.
È il paradosso del Sistema Excelsior: posti disponibili da una parte, competenze mancanti dall’altra.
Non è una crisi improvvisa, ma una fragilità strutturale che dura da anni.
Il 2025 si chiude con un’occupazione in lieve aumento, ma a un ritmo più lento rispetto al passato.
A dicembre le assunzioni previste sono 4.790, meno di un anno fa, e il calo nel trimestre invernale rispetto al 2024 è evidente.
Segnali di un’economia che resiste, ma non accelera.
Il lavoro che c’è è prevalentemente a termine: il 73% dei contratti non è stabile.
E si concentra nei servizi – commercio, turismo, ristorazione, trasporti, sanità, servizi digitali – che da soli assorbono il 73% delle nuove entrate.
Un modello occupazionale stagionale, esposto agli shock e incapace di trattenere competenze nel medio periodo.
Il nodo centrale resta il mismatch.
In 51 casi su 100 le aziende faticano a trovare personale: non perché mancano i candidati, ma perché mancano i profili adeguati.
Nel 64% delle assunzioni è richiesta un’esperienza specifica, ma solo il 10% delle nuove entrate riguarda laureati.
Un corto circuito che interroga il sistema formativo, le politiche attive del lavoro e la capacità del territorio di orientare i giovani.
A pesare è anche la struttura produttiva: il 58% delle assunzioni avviene in imprese con meno di 50 dipendenti, realtà dinamiche ma con risorse limitate per formazione e stabilizzazione.
Non stupisce quindi che il 28% delle assunzioni riguardi lavoratori immigrati, ormai indispensabili per tenere in piedi interi settori.
Il quadro veneziano riflette una tendenza nazionale:
rallenta la domanda di lavoro, cresce il tempo determinato e aumentano le difficoltà di reperimento – soprattutto nell’industria manifatturiera e nelle costruzioni.
È il segnale di un sistema che fatica ad aggiornarsi, mentre il mercato chiede competenze nuove, tecniche e digitali.
La sfida, allora, non è solo creare lavoro, ma creare lavoro di qualità.
Serve investire su formazione professionalizzante, ITS, riqualificazione dei lavoratori, su politiche industriali come la ZLS, e su una programmazione che guardi oltre la stagionalità.
Perché un territorio che non riesce a far incontrare domanda e offerta perde competitività, attrattività e futuro.
Un’azienda su due che non trova personale non è solo un problema delle imprese.
È un campanello d’allarme per l’intero sistema economico e sociale.
Ignorarlo significa rassegnarsi a una crescita fragile e precaria.
Affrontarlo, invece, significa decidere che tipo di lavoro e di sviluppo vogliamo per Venezia e per il Veneto.
Paolo Bonafè
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