Sant'Angelo a Fasanella-Salerno-
Автор: Travel Drone
Загружено: 2024-05-16
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Sant'Angelo a Fasanella è un comune italiano di 515 abitanti della provincia di Salerno in Campania; situato nel parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, è noto per una scultura neolitica raffigurante un guerriero, l'Antece, intagliata nella roccia, e per una chiesa rupestre, la grotta di San Michele Arcangelo.
Il paese sorge in collina, ai piedi della catena degli Alburni, su una strada provinciale che collega Controne con Corleto Monforte. Gli abitati più vicini sono Ottati (a 3 km nord) e Corleto (a 5 km sud). Al lato orientale del paese si dirama una strada collinare che, passando fra i monti Caramito (1 364 m) e Serra Nicola (1 301 m), porta a un rifugio chiamato Casone dell'Aresta (nel comune di Petina) e successivamente si dirama in direzione di Petina (a nord) e Polla (a sud).
Composta dalle tre contrade di "Sopra la terra" (zona alta, sulla strada provinciale), "Dentro la terra" (zona media, Posta tra la zona alta e quella bassa del paese, dove sorge la Chiesa parrocchiale di Santa Maria Maggiore e il Castello feudale) e "Basso la terra" (zona bassa, nella vallata del torrente Fasanella), conta anche alcune piccole località quali Coppi, San Vito, Terre Lunghe e Chiusa dell’Angelo.
Il nome Sant'Angelo a Fasanella trae origine dall'unione di Fasanella, antica città distrutta da Federico II di Svevia, con il casale di Sant'Angelo: il suo stemma, infatti, presenta in primo piano l'immagine di un fagiano, rappresentante il casale omonimo. Il nome Fasanella deriva da "Phasis", antica città greca e nome di un fiume al confine tra l'Asia Minore e la Colchide. L'antico centro urbano sorgeva in località San Manfredi a circa 3 km dall'attuale cittadina: di esso sono rimasti i ruderi di un antico castello e quelli della chiesa di San Pietro. Nel 1246 la cittadina fu rasa al suolo da Federico II con atto di superiorità per punire Pandolfo di Fasanella, al quale furono poi restituiti tutti i suoi possedimenti grazie all'alleanza con Carlo I d'Angiò. Di stampo e origini medioevali, Sant'Angelo a Fasanella fu feudo dei Sanseverino e dei Capece-Galeota; quindi appartenne ai Giovine e alla potente famiglia dei Caracciolo. Nell'Ottocento, precorrendo l'Unità d'Italia del 1860, fu proprio Sant'Angelo a Fasanella a innescare nel salernitano la scintilla della rivolta per l'indipendenza.
Sant'Angelo a Fasanella comprende numerosi boschi di faggio, come quello di "Terra Forte", quello di "Vallone dei Lupi". Vi sono inoltre i numerosi corsi d'acqua che lo attraversano: oltre al torrente “Cellino” e al fiume “Fasanella”, va segnalata la "cascata dell’Auso". Ubicata a pochi chilometri dal paese, il sito è accessibile mediante la strada interpoderale carraia, detta anche "grotta dell'Auso" per il fenomeno carsico che si può ammirare. A poche decine di metri dalla sorgente, l'acqua sbarrata e quindi convogliata per il funzionamento di un mulino ormai abbandonato, compie un salto di circa otto metri.
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