Scampanottata a Gemona (UD) - Santuario di Sant'Antonio da Padova
Автор: Cᴀᴍᴍᴏɴᴛᴀɢ
Загружено: 2021-09-24
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Concerto di quattro campane in Fa3 di cui le tre grandi a slancio friulano mentre la quarta è a slancio normale. La grande è stata fusa da Francesco Broili nel 1932, la mezzanona e la mezzanella sono opera di De Poli di Vittorio Veneto e risalgono al 1967, la più piccolina è antica, venne fusa infatti nel 1794 da Pietro Franchi.
Subito dopo la prima guerra mondiale il campanile del santuario ospitava tre campane più un campanello utilizzato come richiamo alle sante messe celebrate in santuario.
La campana minore era stata miracolosamente salvata dalla requisizione bellica, essa infatti risulta fusa da Pietro Franchi nell’anno 1794 mentre le altre due, insieme al campanello, vennero fuse da Donato Bastanzetti in anno sconosciuto.
Il concerto era intonato secondo la scala diatonica maggiore in Sol3.
Nel 1932 di decise di ampliare il concerto a quattro campane commissionando alla fonderia Francesco Broili di Udine una campana avente nota Fa3.
Successivamente, nel 1967, probabilmente a seguito di un incrinatura delle due campane mezzane, si decise di rifondere il campanello e le due campane in La e in Sol presso la fonderia Francesco De Poli in Vittorio Veneto.
Nel 1976, come tante chiese di Gemona, anche il santuario non venne risparmiato dall'enorme ondata distruttiva che provocò il sisma del 6 maggio, terremoto che causò ingenti danni sia alla città di Gemona che ai paesi limitrofi. Il santuario di Sant’Antonio venne infatti totalmente raso al suolo dalle scosse ma fortunatamente le campane non riportarono alcun danno.
Dopo la ricostruzione le quattro campane vennero collocate nella nuova torre campanaria mentre il campanello venne posto presso il museo Renato Raffaelli, situato sotto il santuario, in quanto incrinato già precedentemente alla data del sisma (Approfondimento storico di Alessandro Macor).
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