La Primavera di Botticelli | Analisi dell'opera
Автор: Sigfrido Millequadri
Загружено: 2020-11-08
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Il dipinto è conosciuto come la “Primavera” ed è stato realizzato da Sandro Botticelli a tempera su assi di pioppo. La dimensione è di 207 x 319 cm. L’opera è conservata alla Galleria degli Uffizi a Firenze.
La datazione è incerta ma si propende per il 1482 circa. Tale data sarebbe quindi successiva al viaggio che Botticelli compì a Roma per lavorare alla Cappella Sistina.
Analisi stilistica e della composizione.
La Primavera di Botticelli colpisce lo spettatore, anche quello non esperto, innanzitutto per la sua bellezza. Una bellezza che si esprime soprattutto nel ritmo e nell’eleganza che corre tra le figure presenti sulla scena, nella grazia dei loro gesti e dei loro volti condotti da Botticelli attraverso la tipica e riconoscibile linea di contorno. Una linea fortemente estetizzante che rende estremamente coerente sul piano stilistico l’intera opera, fin nei minimi dettagli.
Se osserviamo il quadro possiamo vedere innanzitutto nove figure in primo piano che si muovono su un prato fiorito. Alle loro spalle è posto un boschetto di aranci ed alloro.
Il colore della vegetazione ci appare particolarmente scuro e rischiarato solo dalla grande abbondanza di fiori e frutti. Questo colore scuro è almeno in parte causato dall’alterazione del pigmento dovuto all’ossidazione.
Seguendo il profilo superiore delle figure, possiamo vedere un andamento sinuoso. Questo andamento è ricalcato anche dal cielo azzurro che si intravede tra le figure e le fronde degli alberi.
Il paesaggio passa di solito inosservato o viene trascurato nelle descrizioni. Ritengo invece che la luce che filtra tra le piante sia una componente molto importante che contribuisce a dare ritmo alla composizione e che trasmette anche un senso di suggestione e leggero mistero.
Soprattutto nella parte sinistra e centrale dell’opera, emergono dal fondale degli splendidi archi naturali che incorniciano le figure. Gli elementi del paesaggio sono invece molto limitati, si intravedono solo dei leggeri rilievi all’orizzonte.
La scena è occupata da nove figure. Sei sono femminili e sono poste al centro, ai lati osserviamo due figure maschili ed in alto un putto alato.
A parte i due esseri alati, le figure sono poste tutte sullo stesso piano con la sola eccezione della figura centrale.
Osservando con attenzione l’opera notiamo che solo alcune figure a sinistra tengono le braccia alzate mentre quelle a destra tengono tutte le braccia rivolte verso il basso.
La figura centrale, da questo punto di vista appare come uno snodo nevralgico e di raccordo tra tutte le altre, perché tiene la mano destra alzata e quella sinistra abbassata.
Uno degli aspetti che colpisce del dipinto è la ricca rappresentazione di fiori e di frutti. Le varietà vegetali che sono state individuate sono centinaia. Alcuni studi hanno rilevato come la maggior parte delle specie presenti nel quadro siano comuni nella zona di Firenze. Anche il periodo della fioritura della maggior parte delle specie coinciderebbe con marzo ed aprile, con la Primavera appunto.
Là dove la rappresentazione delle specie vegetali non è direttamente connessa al periodo della fioritura primaverile, potrebbe subentrare un significato simbolico. Le arance ad esempio che vediamo numerose e che sono chiaramente fuori stagione, potrebbero richiamare l’emblema dei Medici che riporta alcune palle arancioni. Sono solo ipotesi che ci danno l’idea di come questo dipinto sia ancora da decifrare in diversi suoi aspetti.
Tra i fiori, gli studi botanici hanno rilevato che le specie rappresentate più numerose sono le margherite e le viole, fiori tipici di primavera che possono simbolicamente anche essere ricondotti al tema dell’amore.
La Primavera di Botticelli dimostra quanto ricco e complesso possa essere il sistema di simboli ed allegorie che si nasconde dietro un’opera rinascimentale. Dopo oltre cinque secoli dalla sua realizzazione noi possiamo ammirare il dipinto, le forme aggraziate delle figure, i volti ideali, il ritmo e la musicalità della composizione, la suggestione del boschetto, la ricchezza di fiori e frutti. Possiamo così godere della sua bellezza. Possiamo andare oltre e riconoscere i personaggi che popolano il quadro e dare un senso logico allo sviluppo narrativo. Ma nonostante questo restiamo ancora alla superficie di un dipinto che nasconde dentro le sue pieghe il frutto di una stagione artistica altissima dove la pittura, dialogava con la filosofia e con la letteratura.
Fammi sapere cosa pensi della primavera di Botticelli e del pittore con un commento!
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