Al rifugio Lavarella da Pederü
Автор: Andrea Marinelli - 'The Mountains Are Calling'
Загружено: 2023-04-12
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Siamo in Alto Adige, nell'alta Badia.
Raggiungere il rifugio Pederü è molto semplice. Basta raggiungere San Vigilio di Marebbe.
Dal centro del paese si prosegue per la strada principale attraversando tutta la val di Rudo fino a raggiungere il rifugio Pederü.
Tenete presente che a metà strada è presente un casello, in quanto l'accesso è a pedeggio, ma solo d'estate.
Il costo va dai 4 euro per una moto ai 12 euro per un'auto, o 24 euro per un camper.
In alternativa c'è un servizio navetta gratuito.
Il Rifugio Pederü è il punto di partenza del nostro itinerario e si trova nel cuore del Parco Naturale Fanes–Sennes–Braies, un grande altopiano alpino caratterizzato da prati, rocce, laghi alpini e diversi sentieri escursionistici.
E' lo scenario di molte leggende di principesse, folletti e maghi.
Il rifugio Pederü è uno dei principali accessi al parco Fanes-Senes-Braies.
L'escursione che faremo oggi ci porta al rifugio Lavarella, ma volendo si può andare anche al rifugio Fanes che è a meno di 1 km dal primo.
Il sentiero n.7, è un tratto della IV tappa dell'Alta Via n.1, noi percorriamo la strada di servizio parallela (una vecchia strada militare), che durante l'inverno viene battuta dalla motoslitta.
E' un winter-wander-weg (o Winter-wandern o Winter-wanderung) ovvero sentiero invernale battuto, quindi senza l'uso di ciaspole, ma i ramponcini è sempre utile portarli con sé se troviamo ghiaccio.
Il rifugio Lavarella è a gestione privata, siamo nell'alpe di Fanes Piccolo a 2.042 m s.l.m. (in tedesco Lavarella hütte - in ladino Üćia Lavarella).
Salendo verso il lago di Limo si raggiunge l'alpe di Fanes Grande dove, col sentiero n.11 si arriva fino al Col de Locia, dove poi si scende al rifugio Capanna Alpina, in località Armentarola, un altro punto di partenza per arrivare qui al Lavarella
Prima della Grande Guerra qui esisteva solamente una capanna.
La storia del rifugio alpino Lavarella inizia nel 1912, quando venne costruita la prima baita/fienile dalla famiglia Frenner di San Vigilio di Marebbe.
Nel 1919, finita la Grande Guerra quindi, i Frenner utilizzano dei resti di costruzioni militari, per ingrandire la baita e trasformarla in un rifugio per gli alpinisti e gli escursionisti, ...ai primi alpinisti! insomma, uno spazio per dormire e apprezzare qualche bevanda all'epoca veniva chiamata “baita di Fanes piccolo”.
La vera e propria funzione di rifugio nasce nel 1934, quando si effettua la prima ristrutturazione ad opera del figlio di Mariangelo, Fritz. Ma 5 anni dopo, nel 1939, il rifugio fu completamente distrutto da un devastante incendio, ma fu ricostruito lo stesso anno. Fritz Frenner morì nel corso della seconda guerra mondiale. La gestione passò quindi al fratello Peter, che verso la fine degli anni settanta la passò al figlio Hanspeter, gestore attuale, con la sua famiglia.
Il rifugio è poi stato ristrutturato nuovamente nel 1980, poi nel 1986 e infine rimodernato nella forma attuale nel 1997.
Percorso: andata e ritorno circa 14 km, circa 2h per salire i +500 m.
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