Allattamento al seno: ce ne parla Martina Carabetta, consulente in allattamento materno
Автор: Pazienti
Загружено: 2013-11-29
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Potete trovare Martina Carabetta, consulente professionale in allattamento materno, su pazienti.it a questo link http://www.pazienti.it/martina-carabe....
Consulente in allattamento: quali sono i suoi obiettivi?
Il consulente in allattamento materno è figura professionale riconosciuta e sempre più ricercata dalle neo-mamme che desiderano vivere al meglio questa importante fase di vita con il loro bambino. Il consulente ha come obiettivo quello di guidare le donne nel corretto approccio alla nutrizione al seno, per instaurare una relazione sana e priva di stress.
Quali sono i consigli che il consulente in allattamento dà alla mamma quando il bambino rifiuta di attaccarsi al seno?
Spesso, il timore che il bambino non si attacchi al seno può condizionare le mamme. Un bambino che non si attacca al seno può avere semplicemente bisogno di un piccolo aiuto, una sorta di guida. In questi casi, le mamme possono rivolgersi ad un consulente e, grazie ad un percorso di accompagnamento, recuperare la serenità in questo atto così naturale.
Latte materno e crescita: come valutare se il bambino cresce bene?
Spesso si parla di doppia pesata per valutare la crescita del bambino. In realtà, pesare più volte il piccolo non ha molto senso. Possiamo capire molte cose semplicemente osservando i segni che ci dà il nostro piccolo, come la richiesta di latte in base alle diverse condizioni.
Se un bambino non si lamenta e cresce nella norma è segno che l'allattamento al seno è sufficiente e non sono necessari ulteriori accorgimenti.
Quante volte al giorno bisognerebbe allattare?
Segnare le ore in cui è opportuno allattare non è mai una scelta giusta. L'orologio può essere considerato un "nemico" della mamma, e può causare un maggiore stress. Il bambino dovrebbe mangiare quando ha fame, in media otto o dieci volte nell'arco di 24 ore.
Ragadi al seno durante l'allattamento: cosa fare?
Le ragadi al seno sono piccoli tagli che interessano la zona del capezzolo e dell'areola mammaria, un disturbo comune da non sottovalutare. Le neo-mamme non devono mai trascurare i piccoli segnali che potrebbero far pensare alle ragadi: dolore durante una poppata, piccoli tagli, sono i sintomi delle ragadi.
Per quanto tempo si deve allattare il proprio bambino?
Anche in questo caso non esiste una regola fissa. L'allattamento al seno è una relazione che può evolversi diversamente a seconda dei casi.
Di certo il bambino, per i primi 6 mesi, non è pronto per mangiare cibo diverso dal latte materno. Tra i 6 e i 12 mesi è possibile iniziare ad associare al latte materno il cibo semisolido. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, l'allattamento al seno può durare anche sino al terzo anno di età.
Allattare per un periodo di tempo prolungato può portare alla caduta dei capelli?
No, la caduta dei capelli nelle neo-mamme è un fatto slegato dall'allattamento. Spesso nel terzo mese dopo il parto, le donne possono essere soggette ad una importante caduta dei capelli. Allattare al seno è invece considerato solo un'azione che porta giovamento alla donna, per esempio aiuta a prevenire il tumore al seno.
Capezzolo piatto e introflesso: come fare ad allattare?
La forma del capezzolo non influisce sulla riuscita dell'allattamento al seno. Un consiglio che si può dare alle mamme è quello di far abituare il bambino prima al capezzolo e non prima al succhiotto. Questo perché altrimenti il piccolo si abitua a forme diverse dal capezzolo, avendo poi difficoltà.
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