NELLE STANZE NASCOSTE DELLA LOCANDA DELL'OLEIFICIO
Автор: Stefano Cantiero (Ti Porto Io)
Загружено: 2025-11-25
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La Locanda dell'Oleificio, a Mezzane di Sotto sulle colline a nord di Verona, è uno di quei luoghi in cui storia e tradizione viaggiano di pari passo, accompagnate entrambe da sapori che comunque sono eredità dell'una e dell'altra.
L'importante lavoro di recupero condotto dalla famiglia Salvagno, quelli dell'olio Redoro, ha permesso di riportare alla luce le strutture originali di questo luogo, per molto tempo frequentato da personaggi che hanno recitato un ruolo chiave nello sviluppo rurale e commerciale di questo territorio. Era, in particolare, la locanda prediletta dei famosi "giassaroi", veri e propri fabbricanti di ghiaccio, che in Lessinia, durante l'inverno, lo prelevavano dalle pozze in quota, lo stoccavano nelle "giassare" e poi lo trasportavano con carri trainati da buoi o cavalli fino in città. Nella locanda trovavano un ristoro e un tetto sotto il quale passare la notte prima di riprendere il viaggio verso casa.
Col passare del tempo e il venire meno dei "giassaroi", la locanda ha comunque conservato la vocazione naturale all'accoglienza e qui per molto tempo si mangiavano i piatti della tradizione, contadini, ricchi di sapori che nascono in questo territorio.
Dopo la cessazione da parte dei vecchi proprietari, Daniele Salvagno e la sua famiglia hanno voluto riportare la locanda alla bellezza dei tempi che furono (per la verità facendola molto più bella... ) rispettandone in pieno struttura originale e predisposizione all'accoglienza e al rispetto dei sapori locali.
Ma la vera suggestione si prova nelle sale più nascoste della locanda, costruite almeno quattro secoli fa. Bellissima la cantina, dove un tempo si appendevano i salumi, si conservava il vino e altre derrate e oggi invece è diventato un bellissimo luogo di accoglienza dove gustare taglieri e sorseggiare un buon bicchiere di vino; ma altrettanto affascinante è il grottino, dove un tempo si produceva la grappa e i vari produttori si incontravano per confrontarsi sulla bontà dei rispettivi distillati; oppure ancora il vecchio fienile, dove oggi troneggia il banco da droghiere, meraviglioso, che Pino, il suo ultimo proprietario, riempiva di spezie, formaggi e molti altri articoli che vendeva nella sua bottega.
Luoghi, insomma, che riportano alla bellezza e alla semplicità di tempi andati, ma che hanno lasciato in eredità l'attrazione per le cose semplici che ancora oggi raccontano con straordinaria intensità il loro contributo inconfondibile alla cultura di questa terrra
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